Oratorio

IMPARARE DALL’ALTRO…

Sono invidioso di cose che in realtà non mi servono. Così mi ha confidato un ragazzo durante la sua confessione, questa settimana in oratorio.
E se è vero che Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2,52), è altrettanto vero che Gesù cresce in ogni bambino e adolescente e giovane e adulto… In ognuno di noi.

foto-home-pageCi vuole tempo per imparare qualsiasi cosa. A parte camminare e andare in bicicletta, tutto il resto richiede molto tempo e più tempo richiede quella cosa, più quella cosa è utile e preziosa: per un barista la cosa più difficile da imparare è il cappuccino perché deve capire come si fa’ a montare bene il latte; per un insegnante è l’umiltà perché ad un certo punto (quasi subito) scopri che molte cose ancora non le sai; per un genitore è essere discreto: perché ci devi essere, sempre, ma non troppo; per me è la povertà.

“Imparare dall’altro” è riconoscere che in realtà non ho bisogno di spazi nuovi e ben areati da riempire, di altri libri da mettere sullo scaffale, di altri palloni da bucare, o di un’altra, ennesima riunione, se non ho il tempo per ascoltare, per accorgermi, per stupirmi del fatto che Gesù sta crescendo nei nostri figli, nei nostri ragazzi, nei nostri Ado, nei nostri giovani, in ognuno di noi. A cominciare da me.

Ed è quello che mi auguro anche per il nostro oratorio: creare tempo, darsi tempo, regalare tempo. Altrimenti tutto avrà sempre lo stesso colore, lo stesso sapore, la stessa forma.

“Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini” disse la volpe. “E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”. “Comincio a capire” disse il piccolo principe.

Vostro,
don Paolo