La Parola di Dio

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La Bibbia incrocia la vita dell’uomo, secondo un complesso movimento che va dalla vita alla Parola e dalla Parola ritorna alla vita.
L’uomo accede alla Bibbia portando con sé la dignità e il peso della propria libertà, delle irrequiete ricerche, delle involuzioni spirituali, dei fremiti di coraggio e di speranza, delle conquiste effettive ma precarie nei vari settori dell’esperienza umana.
L’intuizione, continuamente offuscata e rinnegata, ma sempre riaffiorante, di essere l’attonito, fragile, indegno custode dell’inafferrabile mistero di Dio; l’intuizione di essere lui stesso segno, cifra, parola di Dio, in un modo che Dio solo può chiarire, determinare, liberare dalle ambiguità e dalle distorsioni; l’intuizione di potersi pienamente attuare solo in un evento che lo eccede e lo mette in un atteggiamento di confidente abbandono e di umile adorazione: ecco, proprio questa intuizione, in cui culminano e si inverano le varie esperienze umane, è la condizione spirituale che l’evento della parola di Dio suppone e fonda nel medesimo tempo.
Addentrandosi, poi, nella contemplazione della parola di Dio; cogliendo nella storia sacra il mistero della volontà di Dio circa la storia umana; imbattendosi in una infinita varietà di situazioni umane illuminate e salvate dalla parola di Dio; immergendosi, soprattutto, nella meditazione della vita di Gesù, l’uomo incontra la forma pura e autentica della vita umana, quella che Dio stesso ha proposto come luminosa rivelazione di Se stesso.
Allora l’uomo ritorna alla vita di ogni giorno e con una nuova luce di speranza. E anche con un impegno nuovo: testimoniare, con gli esempi concreti del proprio comportamento, la vittoriosa energia della parola di Dio, che salva la libertà dall’illusoria autosufficienza, dai desideri ambigui, dalla prepotenza ottusa e dalle rinunciatarie disperazioni.

(Carlo Maria Martini, In principio la Parola)

 

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